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Sentiero escursionistico Sentiero dell'Amicizia

Boljunec/Bagnoli - Botač/Botazzo - Beka - Botač/Botazzo - Boljunec/Bagnoli

Tracciato del sentiero in formato KMLTracciato del sentiero in formato GPX

Distanza 8,9 km

Lunghezza 3-4 h

Differenza di quota 371 m

Percorso di difficoltà media

Percorso del sentiero
Percorso del Sentiero dell'Amicizia

Acquedotto romano

1) Dal parcheggio presso il teatro Prešeren di Boljunec-Bagnoli, si procede attraverso la piazza e il villaggio fino all'estremità, denominata »Gornji konec«. Superiamo le ultime case e ci troviamo all'ingresso della Riserva Naturale Val Rosandra – Naravni rezervat doline Glinščice, come testimoniano le tabelle informative. Da subito notiamo alla nostra destra dei manufatti in mattoni. Si tratta dell'acquedotto romano, che da varie fonti: Rosandra, Jama e Dolina, raccoglieva l'acqua per convogliarla poi a Trieste, lontana 14 km. Il canale era largo 55 cm ed alto 160 cm.

Le pozze d'acqua nel torrente Rosandra-Glinščica

2) A fianco del percorso scorre il torrente Rosandra, denominato dai locali »Klinšca«. E' l'unico corso d'acqua in superficie su terreno calcareo nella nostra provincia. L' acqua ha creato numerose pozze e forre dette »viri«, dove d'estate usano a rinfrescarsi specialmente i bagnanti più giovani. Ogni »vir« ha una propria denominazione. Il primo porta l'apellativo di »Lopatnik«, un centinaio di metri più in alto si trova la sorgente principale, chiamata anche Fonte Oppia (»Zvirk«).

La chiesa di Santa Maria in Siaris

3) Il sentiero comincia a salire e a destra compare su un basamento roccioso una chiesa dedicata alla Vergine Maria (Santa Maria in Siaris), costruita probabilmente dalla »Fraternità dei Battuti” nel tredicesimo secolo (i primi dati risalgono al 1267). Il 14 di agosto di ogni anno alla vigilia del Ferragosto si celebra una messa solenne. La chiesa è stata più volte danneggiata dai vandali che durante una scorribanda nel 1979 hanno incendiato anche il portico. Nel 1982 è stata ristrutturata dai volontari.

La cascata

Cascata in Val Rosandra
Cascata in Val Rosandra - ©2018 Danijela Vaš

4) In fondo alla valle appare una suggestiva immagine della cascata “Supet”, alta 36 m, dove l’acqua supera la zona dell’arenaria e precipita sul terreno calcareo, che assorbe parte del suo volume. Negli inverni rigidi la cascata gela e offre agli specialisti di arrampicata l’opportunità di scalare il ghiaccio. In verità le occasioni di scalare il ghiaccio della cascata “Supet” sono molto rare. Gli alpinisti si possono comunque rifare approfittando delle più di 250 vie di arrampicata esistenti nella valle. A nostra sinistra il pendio ripidissimo del monte Stena. Si intravedono nelle pareti rocciose due tunnel della ferrovia Trieste-Erpelle, ora trasformata in una frequentatissima pista ciclabile ed escursionistica. Nella Val Rosandra ci sono decine di grotte, alcune ricchissime di stalattiti e molto estese. Purtroppo nessuna è attrezzata per le visite turistiche. In decine di queste grotte sono stati rinvenuti reperti storici dal neolitico all’epoca romana. Sulle pareti a strapiombo nidifica il Gufo reale – Bubo-bubo.

Botač-Botazzo con l'osteria

5) Anche se minuscolo il paesino di Botač-Botazzo possiede un' osteria, che funge anche da rifugio alpino. Le case sono state abbandonate prima ancora fosse costruita la strada di accesso carrabile. Ora si sono trasferite qui alcune famiglie amanti della pace e le stanno ristrutturando.

Inizio del »Sentiero dell'amicizia«

6) All’inizio del paese inizia il “Sentiero dell’amicizia”, inaugurato nel 1981 come “Confine aperto”, promosso dal Comune di San Dorligo - Dolina e il Comune di Koper - Capodistria. Una volta all’anno, nella giornata dedicata al “Confine aperto”, era possibile attraversare il confine e raggiungere il paesino di Beka senza esibire documenti al posto di blocco. L’ iniziativa ebbe un successo enorme, a tal punto che si ripete tutt’ora anche se il confine non presenta più un ostacolo.

Beka, monumento commemorativo della distruzione del villaggio

Monumento a Beka
Monumento a Beka - ©2018 Lucija Kenda

7) Attraversiamo boschi rigogliosi, costeggiando il torrente “Grižnik”, anche se abitualmente privo d’ acqua. Il villaggio di Beka si svuotò rapidamente dopo la seconda guerra mondiale. Fu incendiato e totalmente distrutto dalle truppe nazifasciste, come testimonia una parete commemorativa, eretta nel 70. Anniversario del nefasto evento.

Abbeveratoio

8) L’attività agricola principale del villaggio era la zootecnia. In mezzo al paese esiste un grande abbeveratoio per il bestiame. I numerosi prati che circondano il villaggio testimoniano che l’allevamento è ancora praticato. Sul versante verso il paese limitrofo di Ocizla osserviamo estese piantagioni di mele.

Ponte sul Rosandra-Glinščica a Botač-Botazzo

9) Per tornare a Botač-Botazzo occorre quasi un ora di camino attraverso boschi stupendi di latifoglie. Attraversiamo il ponticello che sovrasta il punto dove il »Grižnik« si riversa nel torrente Rosandra e ci inoltriamo verso Boljunec-Bagnoli. Prima di attraversare il ponticello osserviamo i resti di un mulino ormai ridotto a rudere. Da qui fino a Zaule erano nei tempi passati in attività ben 32 mulini, l' ultimo fino agli anni Sessanta del secolo scorso. Sopra le case si notano i ruderi del castello Tabor. In meno di mezz'ora si raggiunge la piazza di Boljunec-Bagnoli dove per gli alpinisti e gli escursionisti non mancano i posti di ristoro.