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Sentiero escursionistico Dolinsko Brdo

Dolina - Dolga krona - Mačkolje/Caresana - Prebeneg - Dolina

Tracciato del sentiero in formato KMLTracciato del sentiero in formato GPX

Distanza 10,4 km

Lunghezza 3 h 15 m

Differenza di quota 310 m

Sentiero boschivo, agevole

Percorso del sentiero
Percorso del sentiero Dolinsko Brdo

Inizio percorso - Žrdine, ex orto scolastico in epoca austro-ungarica

1) Il sentiero inizia dietro il cimitero di Dolina, a fianco di un uliveto. Sopra la strada è stato ricostruito un muro di contenimento – bellisimo esempio di muratura a secco. Sotto l'uliveto si trovava nel periodo austro-ungarico un giardino sperimentale della scuola elementare di Dolina. I maestri insegnavano ai bambini come si innestano alberi da frutta e viti e nuovi sistemi di coltivazione. Toponimo locale: »Žerdine«. Purtroppo l’attività fu interrotta e negli anni sessanta divenne una discarica di materiali inerti, trasformata poi da un agricoltore locale in uno dei primi impianti di kiwi nella nostra Regione.

»Globoki potok« o »Racmenc«

2) Seguendo il sentiero attraversiamo un torrente profondo, dove è possibile comprendere la forza dell'acqua, che ha scavato negli stratti dell'arenaria, creando piccole pozze e cascate. Il toponimo locale è »Globoki potok« o »Racmenc«. Il sentiero incrocia altri torrenti, che sono normalmente asciutti e passa per alcuni terreni privati, con alberi secolari, che in passato appartenevano alla proprietà collettiva del villaggio, frazionati e divisi alla fine del Settecento. Toponimo locale: »Tježa«. Strada facendo incontriamo una piccola sorgente – ora bagno privato dei cinghiali – per arrivare all’ex area ricreativa del Circolo culturale Primorsko di Caresana. La discesa prosegue sotto i tralicci della linea elettrica fino al sottostante curvone della strada provinciale. Seguiamo la strada per alcune decine di metri, poi a sinistra imbocchiamo una carreggiata, che ci porta alla vecchia stalla, andata distrutta a caua di un incendio una ventina di anni fa. Una strada più larga e da poco riassestata ci conduce veloci alla nuova stalla della “Dolga krona”.

Centro polifunzionale »Dolga krona«

3) Negli anni Sessanta del secolo scorso, la vallata alluvionale da Dolina a Zaule venne espropriata per costruirvi la zona industriale e l’oleodotto. Furono espropriati complessivamente 4 milioni di mq di terreno. Non fu una scelta felice, si trattava di una zona fertile e ricca di sorgenti d’ acqua. L’agricoltura fu in gran parte abbandonata, ma alcuni agricoltori non si rassegnarono. Fu costituita la Cooperativa Dolga Krona, che con lavoro volontario recintò la collina di “Dolinsko Brdo” – “Montedoro”, un’ area di ben 104 ha, di proprietà della Srenja Dolina e costruirono una stalla capiente. Ebbe così inizio l’allevamento delle mucche da latte. Nel 1980 venne finanziata dalla Regione in buona parte la costruzione di una nuova stalla di ben 2.000 mq. Il periodo non era dei più felici. La crisi economica, tassi di interessi bancari altissimi, l’ imposizione delle quote latte e l’epidemia della mucca pazza resero l’attività impossibile, che produsse ogni anno perdite più consistenti. Nel 1998 vennero vendute all’asta le mucche. Un gruppo di giovani imprenditori prese in mano la cooperativa con nuovi obiettivi: allevamento ippico, olivicoltura e viticultura. Nel 2008 l’ex fienile venne trasformato in un grande salone polifunzionale con un punto vendita di prodotti locali.

Serbatoio dell’acquedotto agricolo

4) Ritorniamo verso la cima della collina. Prima di raggiungere la strada Caresana – Zaule, si profila a destra un grosso contenitore d’acqua di ben 3.000 mc di capienza. Si tratta del nuovo acquedotto agricolo, interamente finanziato dalla Regione, per irrigare gli attuali 40 ettari di viti e ulivi ed i futuri previsti. Le variazioni climatiche rendono ormai indispensabile l’irrigazione dei uliveti e dei vigneti.

Muretti a secco in marna

5) Svoltiamo a sinistra. Fiancheggiando i nuovi uliveti attraversiamo la strada e scendiamo a valle sull’ altro versante della collina. Gli abitanti di Mačkolje – Caresana hanno pastinato il terreno per ricavarne dei campi, con un lavoro duro e paziente nel dissodamento e nella costruzione dei muri a secco di contenimento con l’arenaria ricavata in loco.

Caresana: sede della Comunella con torchio d’epoca

6) Raggiungiamo il villaggio di Mačkolje – Caresana. Vicino alla chiesa si trova uno stabile della comunella, che oltre ad una sala capiente in primo pianom contiene al piano terra un vecchio frantoio in ottimo stato di conservazione. Sulla facciata esterna della struttura è posta una lapide che ricorda l’ottobre del 1943, quando le truppe nazifasciste bruciarono il paese.

Antico confine tra Venezia e Austria

7) Una rara particolarità rappresenta a Mačkolje la stradina, denominata “Ulca”, che fungendo da confine divideva per alcuni secoli il villaggio in due parti: da una parte la Serenissima repubblica di Venezia, dall’altra parte l’ Austria. Con la soppressione della Repubblica da parte di Napoleone nel 1797 il villaggio si riunificò.

Prebeneg

8) Le case della parte sinistra (austriache) facevano pate della comunella di Prebeneg, villaggio che raggiungiamo proseguendo per un ripido sentiero. Anche qui, vicino alla chiesa dedicata a Sant’Antonio, si trova uno stabile, sede della comunella, con una bella sala per attività culturali e conviviali.

Pozzo

Castello di Socerb
Castello di Socerb - ©2018 Špela Popošek

9) Attraversiamo il villaggio, a destra si trova un grosso pozzo, che oggi non è più utilizzato e più avanti a sinistra il monumento dei caduti nella Resistenza

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Parco »Jože Rapotec«

10) All’incrocio delle strade che portano rispettivamente a Socerb, Dolina e Caresana/Mačkolje si trova una bellissima struttura del CCS Jože Rapotec adibito per le sagre estive e per l'innalzamento del tradizionale albero di maggio – maj.

Fonte »Vrhnek«

Panorama dal ciglione carsico
Panorama dal ciglione carsico - ©2018 Špela Popošek

11) Procedendo verso Dolina, dopo un centinaio di metri, si abbandona l'asfalto per inoltrarsi nel sentiero che attraversa il pendio del »Plehnek«. Nel bosco si notano le conseguenze della malattia che sta lentamente devastando il pino nero. Subito dopo il torrente “Globoki potok” si trova una sorgente, denominata “Vrhnek”, ora semi abbandonata ma ricca di acqua che scorre nella profondità dei pendii di arenaria sotto Socerb.

Fonte »Zgurenc«

Campanile a Dolina
Campanile a Dolina

12) Il sentiero termina presso la sorgente “Zgurenc” alla quale l’acqua arriva dal Monte Carso e dalle grotte di Socerb/San Servolo. Seguendo la strada provinciale troviamo a destra un lavatoio coperto del 1951 ed un abbeveratoio. Anche qui l’acqua non manca mai e proviene dal vicino “Moganjevec”. Le analisi fatte dal gruppo speleologico del Club alpino sloveno di Trieste hanno rilevato che l’acqua del lavatoio è migliore di quella che sgorga dalla sorgente di “Zgurenc”. I misteri delle terre carsiche…