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Sentiero escursionistico Prve stezice

Prebeneg - Osp - Kastelec - Socerb -Prebeneg

Tracciato del sentiero in formato KMLTracciato del sentiero in formato GPX

Distanza 9,1 km

Lunghezza 3 h

Differenza di quota 360 m

Percorso impegnativo

Percorso del sentiero
Percorso del sentiero Prve stezice

Casa della comunella – Srenja Prebeneg

1) In mezzo al villaggio di Prebeneg si trova la piccola chiesa dedicata a Sant'Antonio. Nei pressi della chiesa si trova la sede della Srenja Prebeneg con una sala per attività culturali del circolo Jože Rapotec. In piazza i resti di una pressa per le uve.

Sito di erosione arenaria

Erosione marnosa
Erosione marnosa - ©2018 Nika Nose

2) Scendiamo per la carreggiata che prosegue fino a Crociata di Prebenico. E' una strada interpoderale che ha una caratteristica unica; per buona parte è tracciata a fianco del confine italo-sloveno anche se procede in modo molto tortuoso. Dopo il trattato di pace i militari Alleati tracciarono la cosidetta linea Morgan con una linea retta così da tagliare il sentiero in diversi punti impedendo ai contadini di accedere ai propri poderi. Ne scaturì una forte protesta che ebbe buon esito; la linea Morgan fu modificata, così che gli agricoltori di Prebeneg poterono coltivare e possono tuttora i propri terreni senza travalicare il confine. La frontiera era pattugliata ogni giorno dai soldati jugoslavi e chi lo attraversava rischiava bene di prendersi una fucilata. Lasciamo la strada interpoderale per seguire un sentiero escursionistico che ci porta ad ammirare un fenomeno raro da queste parti. Si tratta di una erosione marnosa molto ampia che sembra un enorme cumulo di sabbia, dove le piante non riescono ad attecchire. La marna si alterna con l'arenaria negli stratti del »flisch«, non è resistente ai fenomeni meteorici e si sbriciola di continuo. Gli abitanti locali la definiscono con il termine di »opòka« o »tešèl«.

Il monumento ai caduti della Resistenza a Osp

3) Scesi quasi in fondo alla valle attraversiamo un torrente con abbondanza di acqua. Un bel sentiero boscato ci porta sino ad Osp, un villaggio ragruppato pieno di diverse cose interessanti. In mezzo al paese troviamo un monumento ai caduti nella Resistenza, ma sopra il villaggio trovasi una grande grotta di dimensioni ragguardevoli che raccoglie nel suo grembo un laghetto. Nel Medioevo costruirono un muro difensivo, creando così una specie di castello, dove si riparavano gli abitanti durante le scorrerie dei Turchi, che bruciarono il paese. Lo stesso fecero le truppe asburgiche nel 1615 durante la guerra di Gradisca. Durante abbondanti precipitazioni, dalla grotta esce un abbondante flusso d’ acqua che si riversa nel letto del torrente che è abitualmente in secca. Le case hanno tantissimi portali in pietra calcare, dato che vicino alla grotta esisteva una cava dalla quale ricavavano pietra che veniva trasportata pure a Venezia.

Sede del Gruppo vigili del fuoco Osp

4) In mezzo al villaggio si trova la sede del locale gruppo di pompieri volontari con un' ampia sala. Lo stabile era per molto tempo sede di una scuola elementare, dove già dal 1819 si tenevano lezioni in lingua slovena. La vicina chiesa è consacrata a San Tommaso.

La parete di arrampicate di Osp

5) Ritorniamo sui nostri passi fino al bivio dove si dirama un sentiero che ci porta verso il ciglione carsico. A fianco e sotto il sentiero si erge la famosa parete di arrampicate con gradi di difficoltà estreme. Gli alpinisti vengono qui da tutta l'Europa, dato che il clima mite acconsente di praticare tale sport anche d'inverno se non soffia la bora. Raggiunta la cima, troviamo un boschetto di alloro ed un ampio panorama che si apre sull'intera vallata fino al villaggio di Gabrovica e lo spettacolare viadotto di Črni kal. Sopra il ciglione, denominato »Spodnji kras« correva il confine tra la Repubblica di Venezia e l'impero austriaco. Il confine veniva segnato con mucchi di pietre, inbiancati con la calcina, chiamate »muše«.

Pascolo di una mandria di cavalli

Cavallo al pascolo
Cavallo al pascolo - ©2018 Špela Popošek

6) Da qui fino al villaggio di Kastelec si estende un ampio pascolo, dove si può ammirare una folta mandria di cavalli. Parte di questa distesa è stata ricavata con il materiale di scavo della vicina galleria dell'autostrada. Seguendo un boschetto di pino nero, recintato da un muretto a secco, raggiungiamo il villaggio.

Kastelec

7) Kastelec è un villaggio ragruppato, che faceva parte della Signoria di San Servolo e dove gli abitanti vivevano di agricoltura e pastorizia. Intorno infatti ci sono prati, pascoli e campi coltivati. Il nome deriva dal latino castrum o dall'italiano castello. In vicinanza si trovano i resti di un castelliere dell'era di bronzo. La comunità possiede uno stabile per attività sociali, in mezzo al paese troviamo un pozzo ed una capella votiva.

Varda – punto panoramico

8) Sopra il villaggio si trova una collina denominata »Varda« (416 m s.l.m.). Il nome è di origine italiana e significa »guarda!«. Infatti il panorama merita una sosta. Di qui si possono ammirare le colline della catena collinare che va da Kubed verso il confine croato.

Socerb – chiesa e monumento caduti nella Resistenza

Sentiero boschivo
Sentiero boschivo - ©2018 Lucija Kenda

9) Scendiamo per un declivio un pò erto per continuare poi in mezzo ai pascoli che si estendono fino al paesino di Socerb, dove lasciamo a lato la grotta ritenuta sacra (»Sveta jama«), in quanto secondo una legenda in essa trovò rifugio nel terzo secolo d. Cr. un eremita di nome Servul, poi morto martire. Proseguiamo fino alla chiesa a fianco della quale si trova il monumento ai caduti nella Resistenza. Il villaggio è dominato dal castello soprastante con una storia millenaria di fortezza, muda e sede della Signoria omonima. Il castello riuscì nel 1615 a respingere un assedio delle truppe veneziane. Il castello nella forma attuale non è neppure lontanamente assomigliante a quello che fu disegnato da Valvazor nella sua poderosa opera storica dedicata alla gloria della Carniola. Il castello colpito da un fulmine nel 1780 venne ridotto in cenere. Parzialmente ricostruito negli anni 1924-25 è ora sede di un noto ristorante. Da qui si può ammirare un panorama spettacolare sul golfo di Trieste e Capodistria e sul crinale della collina di Dolinsko Brdo – Montedoro.

Prebeneg – Il parco ricreativo Jože Rapotec

10) Da Socerb scendiamo, costeggiando uno stagno che in passato serviva per abbeverare il bestiame; attraversiamo la strada asfaltata e proseguiamo fino al confine per un sentiero parzialmente boscato. Raggiunto il villaggio di Prebeneg ci soffermiamo nel parco ricreativo del circolo culturale Jože Rapotec, dove si svolge la sagra estiva. Da possiamo osservare la vallata sottostante una volta ricca di campi, vigneti e frutetti, ora purtroppo rovinata dal parco serbatoi dell'oleodotto transalpino.